Dialogo e determinazione

Isabelle Moret, consigliera di Stato vodese con delega all’economia, l’innovazione, l’occupazione e il patrimonio, ha il polso della situazione su numerosi temi che riguardano anche il settore dell’edilizia. Relatrice alla Gdc del 27 giugno prossimo, sa gestire le crisi, come la chiusura della fabbrica Vetropack di St-Prex.

 

«Superare i periodi critici significa anche saper dimostrare rispetto e capacità di ascolto. Servono relazioni umane, dialogo e soprattutto una determinazione incrollabile nella ricerca di soluzioni, anche sotto pressione.» Ecco la ricetta semplice, ma non così scontata, di Isabelle Moret, a capo del Dipartimento vodese dell’economia, dell’innovazione, dell’occupazione e del patrimonio (DEIEP), per mantenere la rotta in tempi di crisi.

Prima di diventare consigliera di Stato del Cantone di Vaud, questa veterana della politica è stata consigliera nazionale dal 2006 al 2022 e presidente della Camera Bassa al culmine della pandemia. Avvocata per formazione, membro del Comitato direttivo di economiesuisse e vicepresidente del Consiglio di amministrazione di Swissgrid per molti anni, l’esponente del PLR sa di cosa parla. Ha infatti già dovuto far valere le sue competenze nella gestione delle crisi durante la chiusura, lo scorso anno, della fabbrica Vetropack, uno dei più grandi stabilimenti di imballaggi in vetro. Alla cessazione dell’attività, puntualmente avvenuta, ha però fatto seguito un accordo grazie al ritrovato dialogo fra le parti sociali.

Ma Isabelle Moret, che interverrà come relatrice alla Giornata della costruzione di fine giugno a Losanna, è anche al fianco dei costruttori vodesi: «Mi batto per creare condizioni quadro sempre più favorevoli per le imprese, comprese quelle della costruzione.» Il suo sguardo è rivolto al futuro: «Il mio dipartimento sostiene alcune start-up innovative del settore, dalla pianificazione di cantiere fino all’uso di nuovi materiali. Inoltre, si avvale sempre più di risorse durevoli per la costruzione e il rinnovo del patrimonio edilizio dello Stato, contribuendo a ridurre la nostra dipendenza dai materiali provenienti dall’estero.» La valorizzazione marcata della qualità e dei fattori di durabilità (know-how locale e sviluppo di filiere corte) rispetto al criterio del prezzo è un altro obiettivo che il Cantone, in qualità di committente, vuole assolutamente raggiungere.

Cosa significa per lei una Gdc organizzata quest’anno sulle sponde del Lemano? «È un onore e un riconoscimento. Il Cantone di Vaud è oggi uno dei poli economici più dinamici del Paese e la costruzione, che dà lavoro a circa 30 000 persone, rappresenta l’8% del PIL vodese. Ospitare questo grande appuntamento nazionale testimonia la fiducia del settore nella nostra capacità di aggregare, dialogare e ispirare.»

Circa l'autore

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Pascal Gysel

Portavoce / Redattore

pascal.gysel@entrepreneur.ch

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