Attenzione ai dossier non richiesti dei candidati inviati dagli agenti di collocamento giovedì, 16.12.2021 | 14:18 ... Società Svizzera Impresari-Costruttori Lavoro e partenariato sociale Attenzione ai dossier non richiesti dei candidati inviati dagli agenti di collocamento Se un agente di collocamento presenta un dossier non richiesto per i posti vacanti mentre il candidato si candida direttamente per lo stesso posto, il datore di lavoro può avere problemi a causa del diritto alle provvigioni. Attualmente, il servizio giuridico della SSIC riceve sempre più richieste relative ai dossier di candidatura che le imprese ricevono dagli agenti di collocamento senza che siano stati richiesti. La procedura è sempre la stessa. Se viene pubblicato un posto vacante, ad esempio per un capomastro, l’azienda riceve spesso un dossier elettronico con un potenziale candidato e vari documenti dal titolo «Condizioni generali di contratto». Parallelamente, anche il candidato presenta il suo dossier di candidatura direttamente all’azienda. Mentre il candidato che si presenta tramite candidatura diretta viene spesso invitato a un colloquio, al dossier dell’agente di collocamento non si presta ulteriore attenzione. Durante il processo di candidatura, se mai dovesse farlo, l’agente di collocamento si farà sentire solo sporadicamente. Se tuttavia il candidato viene assunto, subito dopo l’entrata in servizio l’agente di collocamento si fa vivo di nuovo, facendo talvolta valere pretese esorbitanti. In un caso particolarmente sfacciato, l’agente di collocamento ha richiesto quasi CHF 30’000.- per la sua inattività. Il prestatore di personale ha rammentato un’e-mail con le relative CGC. Sosteneva che con l’assunzione del candidato proposto era nato un cosiddetto contratto di mediazione e che la provvigione richiesta era dovuta. Tale diritto alle provvigioni non nasce automaticamente con l’invio di un dossier del candidato. Tuttavia, l’azienda deve provare che il contratto di lavoro è stato concluso senza l’«ausilio» dei dossier non richiesti dei candidati. Sebbene le prove siano spesso scarse, alcuni agenti di collocamento non esitano a scrivere e-mail pungenti e a intraprendere azioni legali. Come bisogna procedere per questi dossier di candidatura? Prima dell’invio dei dossier, è opportuno segnalare già alla pubblicazione del posto vacante che i dossier degli agenti di collocamento non saranno presi in considerazione. Nel migliore dei casi tale indicazione deve figurare direttamente nell’annuncio di lavoro. A tal fine può già essere utile la seguente indicazione: «I dossier degli uffici di collocamento non saranno presi in considerazione». Tuttavia, tale indicazione da sola non sarà sufficiente a impedire la corrispondenza da parte degli agenti di collocamento. Tanto più che in questo modo non si può nemmeno impedire che un agente di collocamento invii dei dossier e cerchi di avanzare rivendicazioni sulla base di un presunto contratto di mediazione. Se per un posto vacante perviene un dossier di candidatura da parte di un agente di collocamento senza che sia stato richiesto, l’invio va rispedito immediatamente o si deve reagire con una risposta negativa al dossier elettronico e in particolare si deve registrare il mancato riconoscimento di eventuali CGC. Allo stesso tempo, si deve chiarire per iscritto all’intermediario che le offerte e gli invii non richiesti non sono permessi, e questa comunicazione deve anche essere registrata nel sistema di archiviazione interna. In vista di un’eventuale controversia, è importante poter dimostrare anche in un secondo momento come e quando si è instaurato il contatto con il candidato prescelto. Occorre pertanto garantire che le relative comunicazioni (come e-mail, lettere o appunti telefonici) siano conservate e mantenute a disposizione. L’esperienza nel servizio giuridico mostra che è utile non agire immediatamente a una richiesta di denaro infondata per «stare tranquilli». Non è raro infatti che si verifichi l’esatto contrario, perché il richiedente ha individuato una vittima intenzionata a pagare. Si dovrebbe piuttosto dire con chiarezza che la richiesta è respinta e non ci si lascia mettere sotto pressione. Anche la minaccia o l’avvio di un’esecuzione non dovrebbero di norma essere un motivo per pagare una richiesta infondata. Se si è infastiditi dall’iscrizione nel registro delle esecuzioni, ci sono certamente mezzi legali per difendersi. Con un approccio efficiente, i costi possono essere mantenuti entro limiti ragionevoli, e nel caso di un procedimento giudiziario – nel caso previsto di una vittoria – il rimborso può essere richiesto all’attore disonesto. Spesso, però, è sufficiente una lettera in cui si chiede al richiedente di astenersi immediatamente dall’affermare la sua pretesa infondata, facendo riferimento le conseguenze giuridiche. Il servizio giuridico della SSIC può aiutarvi direttamente anche in casi del genere. Hotline: +41 58 360 76 76, rechtsberatung@baumeister.ch Circa l'autore Michael Kehrli Responsabile Politica padronale e Servizio giuridico michael.kehrli@baumeister.ch Condividi questo articolo
lunedì, 11.5.2026 Digitalizzazione | Formazione | Lavoro e partenariato sociale | Novità | Politica & Media | Sicurezza sul lavoro sul cantiere Chi costruirà le gallerie in Svizzera in futuro Il settore della costruzione di gallerie registra un boom. I registri degli ordini sono pieni per anni. Il ritorno a un vecchio sistema di turni dovrebbe...
lunedì, 4.5.2026 Formazione | Lavoro e partenariato sociale | Novità | Professioni costruzione | Sicurezza sul lavoro sul cantiere Opportunità e criticità Per il settore della costruzione di gallerie si profila una fase intensa: sono in programma numerosi grandi progetti. Rappresentanti del settore ci illustrano...
mercoledì, 29.4.2026 Lavoro e partenariato sociale | Novità | Politica & Media Il futuro delle opere in sotterraneo La costruzione di infrastrutture sotterranee in Svizzera è stata a lungo caratterizzata da gallerie e da singole opere idrauliche e ha goduto di grande...