Gli impresari costruttori hanno resistito alla pandemia di coronavirus Durante la pandemia di coronavirus i cantieri svizzeri sono rimasti per la maggior parte in funzione, a tutto vantaggio dell’economia svizzera. Ecco com’è stato possibile. lunedì, 16.6.2025 | 14:38 ... Società Svizzera Impresari-Costruttori Novità Gli impresari costruttori hanno resistito alla pandemia di coronavirus L’impresario edile Beat Kistler è un uomo d’azione. Quando è venuto a sapere delle misure contro il coronavirus, si è recato senza pensarci due volte nel centro fai-da-te e ha poi costruito durante il fine settimana sul cantiere delle cabine igieniche per i suoi collaboratori. Così quest’ultimi hanno potuto continuare a lavorare ai progetti di costruzione in corso. Kistler ha dimostrato con la sua ingegnosa iniziativa personale che le imprese di costruzione sanno destreggiarsi nelle situazioni di crisi.Come Kistler, anche gli altri impresari costruttori svizzeri si sono organizzati – a differenza di altri settori – in modo tale che i loro dipendenti potessero continuare a lavorare durante il lockdown e non dovessero subire perdite di salario a causa di riduzioni delle ore di lavoro. Che l’edilizia non si fermasse era importante per la stabilità dell’economia svizzera. Un blocco totale dell’edilizia, come veniva richiesto dai sindacati, avrebbe avuto conseguenze economiche di ampia portata.La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori SSIC ha sostenuto i suoi membri con aggiornamenti regolari sulle regole contro il Covid e su come dovevano essere attuate nei cantieri, fornendo inoltre liste di controllo, schede informative e modelli per piani di protezione.Questo servizio da parte della SSIC è stato particolarmente apprezzato. All’inizio della pandemia, la SSIC ha realizzato un video che gli impresari-costruttori potevano inoltrare ai loro dipendenti. Nel video veniva illustrato mediante dei disegni come lavarsi correttamente le mani per evitare i contagi. La situazione ha richiesto molta flessibilità da parte di chi doveva prendere le decisioni, poiché i team dovevano essere continuamente ricomposti per compensare le assenze dovute alle quarantene. All’inizio, i familiari di persone infette non potevano infatti più andare a lavorare. È stato inoltre necessario trovare soluzioni, come le pause scaglionate, per poter ridurre il rischio di contagio.Il successo del piano in cinque puntiDurante la pandemia la SSIC non ha richiesto sovvenzioni o sostegni straordinari, ma la prosecuzione o lo snellimento di progetti, autorizzazioni e investimenti. A tale scopo, nel maggio 2020 la SSIC ha presentato insieme a Infra Suisse un piano in cinque punti per uscire dalla crisi da coronavirus, in cui formulava richieste concrete rivolte alle autorità e ai committenti pubblici di tutti i livelli federali. I cinque punti erano i seguenti: 1. Iniziare immediatamente i progetti edilizi, 2. Assegnare appalti ad architetti, ingegneri e imprenditori, 3. Accelerare le pianificazioni e le progettazioni in corso, 4. Accelerare le procedure per le licenze di costruzione nei comuni e nei cantoni, 5. Continuare i progetti di costruzione in sicurezza e senza restrizioni. Il vantaggio dei cinque punti consisteva nel fatto che non comportavano un ulteriore indebitamento del settore pubblico, poiché i progetti erano orientati alle esigenze e i relativi crediti erano in molti casi già stati concessi. Circa l'autore Susanna Vanek Redattrice susanna.vanek@baumeister.ch Condividi questo articolo
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