Il sì alla revisione parziale della legge sulla protezione dell’ambiente conferisce ulteriore slancio all’economia circolare

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) è favorevole all’adozione della revisione parziale della legge sulla protezione dell’ambiente, che il Consiglio nazionale discuterà nell’ambito della sessione speciale il 3 maggio 2023. L’approccio normativo adottato, che coniuga incentivi, competenze di regolamentazione e strumenti di promozione, appare efficace per imprimere ulteriore slancio all’economia circolare svizzera, già oggi ampiamente sviluppata. Gli impresari costruttori propongono diverse soluzioni per l’impiego dei materiali di scavo e demolizione come materiale riciclato di alta qualità in un progetto di costruzione. Una revisione parziale della legge sulla protezione dell’ambiente che sia praticabile e presti grande attenzione al know-how del settore edile anche nel processo di attuazione può fare molto in questo senso.

 

L’attività edilizia svizzera produce ogni anno circa 57 milioni di tonnellate di materiale di scavo e 17 milioni di tonnellate di materiale di demolizione. In questo contesto non si dovrebbe utilizzare il termine «rifiuti» per evitare di confondere le statistiche con il volume di rifiuti che vengono smaltiti. Queste 74 milioni di tonnellate complessive di materiale danno piuttosto un’idea del numero di tonnellate di materiali di scavo e demolizione che costituiscono una risorsa preziosa e in larga parte riciclabile. Per sfruttarla al meglio, servono condizioni quadro normative ideali. Questi miglioramenti rientrano nella revisione parziale della legge sulla protezione dell’ambiente, di cui si occuperà il Consiglio nazionale nella sessione speciale il 3 maggio 2023.

La SSIC ha già sostenuto nel quadro della consultazione di febbraio 2022 l’obiettivo della commissione di istituire nella legge sulla protezione dell’ambiente le condizioni adeguate per un’economia circolare moderna e rispettosa dell’ambiente. L’approccio normativo adottato, che coniuga incentivi, competenze di regolamentazione e strumenti di promozione, appare efficace. È però importante sottolineare che le imprese del settore delle costruzioni hanno già attuato da tempo su base volontaria molti dei punti principali della revisione. Inoltre, sono già state gettate importanti basi legali come l’ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR), per esempio, che attribuisce grande rilievo all’opportunità di evitare, limitare e riciclare efficacemente i rifiuti.

 

L’importanza di un coordinamento serrato con il settore delle costruzioni

Ottimizzando gli edifici con un occhio di riguardo al ciclo di vita, è possibile mantenere in circolo o riutilizzare risorse e materiali per più cicli di vita dell’immobile, senza comprometterne qualità o funzionalità. A questo proposito, il settore delle costruzioni ha già elaborato diverse proposte innovative che intende sviluppare. La scelta dei materiali nei progetti di costruzione ricade, però, su committenti, architetti e progettisti, e non sugli impresari costruttori. Per questo è importante convincere queste figure a integrare l’economia circolare già nelle prime fasi di sviluppo del progetto. La SSIC fa pertanto appello ai suddetti portatori di interesse e alla politica affinché intrattengano un coordinamento serrato con l’industria delle costruzioni nell’attuazione della legge sulla protezione dell’ambiente, al fine di sfruttare il know-how del settore e scongiurare condizioni quadro che possano costituire un freno o un disincentivo. Un aspetto cruciale per la SSIC è inoltre la compatibilità della legge svizzera sulla protezione dell’ambiente con gli standard e le disposizioni normative internazionali. In concreto, è opportuno considerare anche gli sviluppi dell’UE per evitare uno «Swiss Finish» e conseguenti barriere commerciali.

 

Rinuncia a valori limite nazionali per l’energia grigia

La SSIC propone di rinunciare a valori limite nazionali per l’energia grigia. Una registrazione corretta dell’energia grigia nelle nuove edificazioni e nelle ristrutturazioni costituisce nella pratica un’impresa titanica, che potrebbe anche fallire o, peggio ancora, produrre risultati distorti. L’effetto finale rischia di essere un divieto di fatto di utilizzare determinati metodi o materiali da costruzione, che determinerebbe a sua volta un aumento esponenziale del costo delle opere. Anziché a tali valori limite, difficilmente praticabili, la messa a concorso di opere edili dovrebbe orientarsi verso la funzione richiesta o desiderata e non verso specifici materiali da costruzione, come dettato dalle esigenze dell’opera. Non si tratta di tenere conto solo della salvaguardia delle risorse ma anche della sostenibilità globale per l’ambiente, l’economia e la società.

 

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Schweizerischer Baumeisterverband

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