basket

Coronavirus

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori sta monitorando la situazione del coronavirus ed informa regolarmente i suoi membri degli ultimi sviluppi che sono importanti per gli impresari-costruttori.La vaccinazione è la misura più efficace per il contenimento della pandemia di coronavirus. Questo è ciò che il Consiglio federale ha sottolineato.

La Confederazione assume i costi dei test ripetitivi per il rilascio del certificato

In futuro, il rilascio di certificati nel caso di test ripetitivi sarà finanziato dalla Confederazione. Fino ad ora, i costi dovevano essere pagati dal committente (ad esempio le aziende, i Cantoni). C’è da aspettarsi un periodo di transizione fino all’adeguamento. Tuttavia, questa presa a carico dei costi non si applica ai singoli test. Se un datore di lavoro ordina un test in casi individuali, allora questi costi devono essere presi a carico dal datore di lavoro.

È prorogata la gratuità dei test

Fino alla fine di novembre 2021, i test (test antigenici rapidi e test PCR salivari aggregati) delle persone cui è stata somministrata la prima dose del vaccino, ma che non hanno ancora ottenuto il certificato rimarranno gratuiti. Inoltre, tutte le persone di età inferiore ai 16 anni continueranno ad avere accesso ai test gratuitamente.

Inoltre, il Consiglio federale posticipa di 10 giorni, dal 1° al 10 ottobre 2021, il termine generale a partire dal quale i costi dei test antigenici rapidi sinora assunti dalla Confederazione dovranno essere pagati di tasca propria. Fino ad allora, tutti i test antigenici rapidi saranno rimborsati, compresi quelli per il certificato Covid. Tuttavia, non ci sarà alcuna estensione dei test individuali gratuiti oltre il 10 ottobre 2021.

Da lunedì 20 settembre vige l’obbligo del test negativo all’entrata in Svizzera – sono esentati i frontalieri

Da lunedì 20 settembre 2021, all’entrata in Svizzera le persone non vaccinate e non guarite dovranno presentare un test negativo al coronavirus (antigenico o PCR), indipendentemente dalla loro provenienza e dal mezzo di trasporto con cui entrano. Questo è stato deciso dal Consiglio federale nella sua seduta di venerdì 17 settembre 2021. Il test obbligatorio in entrata è a pagamento. Tutte le persone che non sono vaccinate o non sono guarite devono inoltre fare un secondo test tra il quarto e il settimo giorno dopo l’arrivo in Svizzera. Il risultato di questo secondo test dovrà essere trasmesso alle autorità del Cantone di residenza. Anche questo secondo test è a pagamento. 

Il Consiglio federale ha esplicitamente esentato i frontalieri da questo regolamento. Lo stesso vale per il trasporto di merci attraverso la Svizzera, i passeggeri in transito e i bambini sotto i 16 anni. 

 

Tutte le persone che entrano in Svizzera, indipendentemente dal mezzo utilizzato per entrare (a piedi, bicicletta, aereo, treno, nave, bus o automobile), devono inoltre ora compilare il modulo di entrata (Passenger Locator Form), che si trova al seguente https://swissplf.admin.ch/formular. L’obbligo di compilazione del formulario non si applica ai frontalieri. 

Certificato COVID per persone vaccinate all’estero

Da lunedì 20 settembre 2021 il certificato COVID svizzero è rilasciato anche a persone vaccinate all’estero. La premessa è che si tratti di uno dei vaccini omologati dall’Agenzia europea per i medicinali. L’applicazione è di competenza dei Cantoni e questo potrebbe portare a dei ritardi. Pertanto, in una fase transitoria fino al 10 ottobre 2021, tutti i certificati di vaccinazione stranieri (ad esempio il certificato di vaccinazione dell’OMS) sono validi per l’accesso a strutture o eventi che richiedono un certificato.

Da lunedì il certificato sarà obbligatorio in numerosi ambiti del tempo libero

Da lunedì 13 settembre 2021, il certificato sarà obbligatorio all’interno dei ristoranti e bar. Unicamente sulle terrazze non sarà necessario avere il certificato. Anche l’accesso alle strutture culturali e per il tempo libero come pure alle manifestazioni al chiuso sarà consentito unicamente alle persone in possesso di un certificato. Secondo le indicazioni del Consiglio federale l’estensione dell’obbligo del certificato è limitata fino al 24 gennaio 2022.

Fanno eccezione le manifestazioni religiose e gli eventi politici con un massimo di 50 persone. Per le manifestazioni all’aperto continueranno a valere le regole vigenti: obbligo del certificato COVID per le manifestazioni con più di 1000 persone, per gli eventi di minori dimensioni all’aperto vige la libertà di scelta se limitare l’accesso alle sole persone munite di certificato.

Premesse per l'uso del certificato sul posto di lavoro

Affinché un datore di lavoro possa prevedere adeguate misure di protezione sul posto di lavoro, può chiedere ai propri dipendenti se sono in possesso di un certificato COVID. La Confederazione ha introdotto una base legale corrispondente nell’Ordinanza COVID-19 «Situazione particolare».

Il datore di lavoro ha quindi il diritto di verificare se i propri dipendenti sono muniti di un certificato, se ciò è necessario per l’attuazione di misure di protezione adeguate o di strategie di test. L’esito della verifica non può però essere utilizzato per altri scopi. Ciò permette, per esempio, di abolire le misure di protezione come l’obbligo di indossare una maschera e il mantenimento della distanza all’interno di una squadra se tutti i lavoratori di questa squadra hanno un certificato.

L’impiego del certificato e le misure che se ne intendono trarre andranno documentati per iscritto e i dipendenti devono essere preventivamente sentiti. Per ragioni di protezione dei dati, i datori di lavoro dovranno utilizzare, sempre quando ciò è possibile, il «certificato light».

D’altra parte, il Consiglio federale deliberatamente non ha introdotto un obbligo generale di possedere il certificato sul posto di lavoro e quindi ciò non può essere preteso neppure dal datore di lavoro. Inoltre, il datore di lavoro dovrà coprire i costi del test, se esige un test dai propri dipendenti. Soltanto se il test è eseguito nell’ambito di test ripetuti nell’azienda i costi saranno assunti dalla Confederazione.

Il Consiglio federale vuole test obbligatori per le persone che entrano in Svizzera - ciò non si applica ai frontalieri

Il Consiglio federale pianifica di rendere obbligatorio per le persone non vaccinate e che non sono mai state contagiate di presentare un test all’entrata in Svizzera da lunedì 20 settembre 2021, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato per entrare. Il Consiglio federale vuole esentare esplicitamente i frontalieri da questa regola. Per tutti gli altri viaggiatori di età superiore ai 16 anni, i controlli esistenti saranno intensificati e, se necessario, saranno inflitte multe. Il Consiglio federale ha posto in consultazione due diverse varianti, entrambe comporterebbero un significativo inasprimento del regime di entrata in Svizzera.

I test nelle aziende e le vaccinazioni riducono le misure restrittive

Nel 2021 la protezione della salute continua a essere una priorità assoluta sui cantieri svizzeri. Oggi, vi è la disponibilità di strumenti efficaci, quali i test e le vaccinazioni, per affrontare la pandemia di coronavirus. L’applicazione coerente di questi strumenti specifici per i cantieri è la base per ridurre le misure di contenimento esistenti ed evitare quelle future, come per esempio l’obbligo di indossare una mascherina se la regola della distanza di 1,5 m non viene rispettata quando si lavora all’aperto o in luoghi chiusi. La SSIC sostiene che, oltre alla vaccinazione, la Confederazione dovrebbe continuare a pagare i test gratuiti nelle aziende per ottenere il certificato Covid.  

È importante informare i dipendenti. Sulla base degli opuscoli dell’UFSP, abbiamo preparato per Voi una scheda informativa sulla vaccinazione in otte lingue, che potete utilizzare per sensibilizzare i Vostri dipendenti sul tema della vaccinazione. Essa è disponibile nelle seguenti lingue sotto.

Un’impresa di costruzioni dispone delle seguenti possibilità: 

  • L’impresa può partecipare a test ripetuti. Il 25 agosto 2021, il Consiglio federale ha deciso di continuare a finanziare i test ripetuti nelle aziende anche in autunno, quindi oltre il 1° ottobre 2021. 
  • Con la partecipazione al programma di test è abrogata la quarantena per il personale. 
  • Con la partecipazione al programma di test, possono essere ridotte altre misure, a condizione che tutti i dipendenti di un settore partecipino e siano negativi. 
  • I casi nell’impresa possono essere individuati e la diffusione del coronavirus nell’impresa può essere evitata. 
  • La vaccinazione è la misura più efficace per contenere la pandemia di coronavirus. La vaccinazione è gratuita per tutti gli interessati. Per essere vaccinati gratuitamente in Svizzera non è necessaria l’assicurazione malattie obbligatoria svizzera. 
  • La quarantena per i vaccinati è abrogata.  
  • Se un operaio edile è completamente vaccinato, lui e altre persone completamente vaccinate possono fare a meno di mantenere le distanze durante il lavoro in squadra e durante gli incontri privati.    
  • Se un operaio edile è completamente vaccinato, ha automaticamente diritto a un certificato Covid e quindi deve rispettare molte meno restrizioni durante le attività del tempo libero in Svizzera e i viaggi all’estero. 
Seleziona la categoria

Vaccinazione gratuita anche per i frontalieri e gli svizzeri all'estero

I cittadini svizzeri che vivono all’estero, il loro nucleo familiare (coniuge, figli, genitori e suoceri che vivono nella medesima economia domestica), nonché le frontaliere e i frontalieri possono ora essere vaccinati in Svizzera pur non avendo l’assicurazione malattie obbligatoria. Questi costi di vaccinazione sono presi a carico dalla Confederazione.

I costi per i test nelle aziende continueranno ad essere a carico della Confederazione

Il 25 agosto 2021, il Consiglio federale ha anche deciso che continuerà a finanziare i test nelle aziende anche in autunno e quindi oltre il 1° ottobre 2021. Secondo il Consiglio federale, anche i test ripetuti nelle scuole e nelle aziende continuano a essere una misura importante per il controllo della pandemia, per interrompere le catene di trasmissione e per prevenire il sovraccarico delle strutture ospedaliere. 

A partire dal 1° ottobre 2021, i test effettuati per ottenere un certificato Covid per partecipare a un evento o per un altro scopo non saranno invece più finanziati. Per le persone con sintomi, i test continueranno ad essere gratuiti, ma non verrà rilasciato alcun certificato. 

Guida pratica della Seco e della Suva aggiornata, con singoli allentamenti per il settore principale della costruzione 

La Seco e la Suva hanno aggiornato la loro guida pratica per l’implementazione delle misure di protezione dal coronavirus sui cantieri secondo gli allentamenti della Confederazione del 26 giugno 2021. Pertanto, un obbligo generale di indossare la mascherina facciale ora si applica solo negli spazi interni, se non sono state definite altre misure di protezione. Tuttavia, si continua a mettere in risalto l’importanza di rispettare sistematicamente le raccomandazioni dell’UFSP in materia di igiene e distanza. Deve essere valutato in loco, caso per caso, se è necessario indossare le mascherine facciali durante una particolare fase di lavoro. 

Lavarsi le mani, mantenere le distanze e, nel caso non sia possibile, indossare una mascherina facciale: queste sono sempre ancora le misure di protezione più importanti. La SSIC fa appello alle imprese, affinché continuino a rispettare rigorosamente queste misure anche durante l’estate e a richiedere che i lavoratori e i subappaltatori facciano lo stesso. Questo fatto è importante per poter continuare a mantenere operativi i cantieri, nonostante la nuova variante Delta del coronavirus. 

I punti più importanti sono: 

  • L’obbligo della mascherina facciale si applica negli spazi interni, dove non è possibile mantenere la distanza di 1,5 metri da altre persone. Sono considerati spazi interni tutti i locali chiusi (inclusi i locali ancora in fase di costruzione, ma in cui le finestre sono già state montate). 

  

  • Durante le attività lavorative all’aperto (inclusi anche i locali ancora in costruzione, in cui le finestre non sono ancora state montate), il rischio di contagio è ridotto. Tuttavia, in caso di contatto più stretto (cioè quando il lavoro può essere svolto solo se le persone rimangono a una distanza inferiore a 1,5 metri per un periodo prolungato), è obbligatorio indossare una mascherina facciale nel caso in cui queste attività non possono essere interrotte di tanto in tanto da una breve pausa di diversi minuti. 
  • I trasporti di gruppo presentano un rischio di contagio più elevato, motivo per cui si continua ad applicare un obbligo generale di indossare la mascherina facciale durante tali trasporti. Lasciare un posto libero tra due posti occupati non è una misura sufficiente.
     
  • I locali di comune utilizzo (ad esempio i locali pausa, gli spogliatoi, sale riunioni ecc.) vanno puliti almeno giornalmente. Inoltre, le superfici toccate di frequente, come le superfici dei tavoli e i braccioli delle sedie, devono essere puliti dopo l’utilizzo con detergenti o disinfettanti usuali. I locali devono essere attrezzati con adeguati prodotti di pulizia e salviette di carta monouso. Qui vige l’obbligo di indossare le mascherine facciali nel caso non sia possibile mantenere la distanza di 1,5 metri.
     
  • Nei ristoranti per il personale e nelle mense devono essere applicate le seguenti regole:  
  1. Vige l’obbligo di consumare stando seduti.
  2. Perquanto concerne i tavoli da quattro persone, possono essere occupati solo i due posti in diagonale.  
  3. Aitavoli più grandi deve essere garantita la distanza di 1,5 metri. Questa regola è da considerarsi rispettata se ogni secondo posto è mantenuto libero.
  • Si raccomanda di impartire una breve istruzione ogni mattina, prima dell’inizio dei lavori. In questo momento, i lavoratori possono essere informati e istruiti sulla situazione attuale e sulle misure di protezione da rispettare. Si raccomanda inoltre che i superiori colgano l’occasione per informarsi sullo stato di salute dei lavoratori e ripetano con regolarità che coloro che manifestano sintomi devono rimanere a casa. 

Trovate qui il documento della SECO e della Suva 

Cosa devono sapere i viaggiatori 

Quest’anno, per quanto attiene ai viaggi, ci sono innumerevoli disposizioni legate al Covid-19 relative all’entrata nei Paesi esteri da considerare.

L’ormai noto elenco dei Paesi e delle regioni a elevato rischio di contagio è diventato un elenco dei Paesi con una variante preoccupante. Questo elenco, che comprende l’India, il Nepal e il Regno Unito, è attualmente ancora circoscritto, ma in particolare la cosiddetta variante Delta del coronavirus è in aumento in molti altri Paesi europei e non è prevedibile se nell’elenco saranno anche incluse le apprezzate destinazioni come l’Italia, la Spagna e il Portogallo.

A questo punto ricordiamo dunque le misure da adottare al rientro in Svizzera:  

Chiunque sia stato completamente vaccinato e possa fornirne la prova è generalmente autorizzato a entrare in Svizzera. Inoltre, l’obbligo di quarantena è abolito per i rientri dai Paesi dello spazio Schengen. Tuttavia, se il Paese di provenienza si trova sull’elenco dei Paesi con una variante preoccupante, la quarantena è obbligatoria per le persone non vaccinate e non guarite.

In genere, un dipendente non ha diritto a un’indennità per perdita di guadagno se deve andare in quarantena «imputabile al dipendente stesso» dopo il ritorno da una regione a rischio di contagio. Un viaggio in una regione a rischio è considerato «imputabile al dipendente stesso», se la regione si trova sull’elenco dei Paesi a rischio il giorno della partenza. I datori di lavoro non possono proibire ai loro dipendenti di viaggiare all’estero, nelle regioni a rischio. I dipendenti devono invece essere sensibilizzati sulle conseguenze di tali viaggi. L’autodichiarazione della SSIC, disponibile in varie lingue, può essere utilizzata anche a questo scopo. 

Allentamenti sul posto di lavoro: revocato l’obbligo generale della mascherina – rimane una raccomandazione del telelavoro

Nella sua seduta del 23 giugno 2021, il Consiglio federale ha deciso di allentare i provvedimenti contro il coronavirus; questi allentamenti entreranno in vigore sabato 26 giugno 2021. Sarà così revocato l’obbligo generale di indossare una mascherina sul posto di lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro hanno ancora il dovere di proteggere i dipendenti. Spetta dunque al datore di lavoro decidere quali misure devono essere prese per garantire la protezione dei dipendenti e dove e quando è necessario indossare una mascherina sul posto di lavoro. La corrispondente guida pratica per i controlli Covid-19 sui cantieri della SECO sarà aggiornata di conseguenza nei prossimi giorni.

Inoltre, per quando attiene al lavoro in ufficio, l’obbligo del telelavoro sarà sostituito con una semplice raccomandazione.

Certificato COVID per gli eventi del tempo libero dal 26 giugno 2021 - validità estesa a 12 mesi

A partire dal 26 giugno 2021, il certificato COVID sarà utilizzato per accedere ai grandi eventi e alle discoteche e sale da ballo. Al contempo, il Consiglio federale ha deciso di estendere la validità del certificato da 6 a 12 mesi. Misure di protezione più severe saranno applicate durante alle manifestazioni senza certificato COVID. Il processo di riconoscimento del certificato svizzero da parte dell’UE è stato avviato.

I manifesti dell’UFSP sono ora arancioni

In risposta al calo dei casi di coronavirus, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha lanciato una nuova fase della sua campagna. I manifesti relativi alle misure di protezione, precedentemente di colore rosso, sono ora di colore arancione e segnalano le aperture del 31 maggio 2021. Il cambiamento di colore indica che sono stati effettuati degli aggiornamenti del contenuto. Il nuovo manifesto indica le misure di protezione dal coronavirus attualmente in vigore. Vi chiediamo di sostituire i manifesti nell’area della vostra impresa. Troverete i manifesti arancioni sul sito web dell’UFSP in tutte e quattro le lingue nazionali, oltre che in inglese:

https://ufsp-coronavirus.ch/downloads/.

Certificato COVID per gli eventi del tempo libero dal 26 giugno 2021 - validità estesa a 12 mesi

A partire dal 26 giugno 2021, il certificato COVID sarà utilizzato per accedere ai grandi eventi e alle discoteche e sale da ballo. Al contempo, il Consiglio federale ha deciso di estendere la validità del certificato da 6 a 12 mesi. Misure di protezione più severe saranno applicate durante alle manifestazioni senza certificato COVID. Il processo di riconoscimento del certificato svizzero da parte dell’UE è stato avviato.

Domande rilevanti sulle vaccinazioni

Ora che la campagna di vaccinazione anti-COVID-19 è avviata e vengono vaccinate anche le persone attive, si pone la domanda se i dipendenti possono fissare un appuntamento per farsi vaccinare durante l’orario di lavoro.

L’appuntamento per farsi vaccinare non è considerato tempo di lavoro 

In linea di principio, qui si applicano le disposizioni del Codice delle obbligazioni, secondo cui i dipendenti devono fissare appuntamenti privati durante il loro tempo libero. Tuttavia, l’art. 329 cpv. 3 CO prevede che ai dipendenti siano concesse le ore di libero usuali, e cioè quando il dipendente non può scegliere delle date o quando le vaccinazioni sono possibili solo durante l’orario di lavoro. Poiché, a seconda del Cantone, gli appuntamenti per la vaccinazione sono assegnati senza consultare la persona che desidera essere vaccinata e gli orari di apertura dei centri di vaccinazione sono solitamente limitati, questi appuntamenti cadono spesso durante l’orario di lavoro e non possono essere programmati durante il tempo libero del dipendente. In questi casi, il tempo libero necessario deve essere generalmente concesso, vale a dire che al dipendente deve essere dato libero per la vaccinazione. Negli altri casi, al dipendente può essere richiesto di fissare l’appuntamento di vaccinazione nel suo tempo libero.  

Completamente diversa è la questione se un appuntamento che cade durante l’orario di lavoro è considerato alla stregua di un’assenza pagata o non pagata. Dato che non c’è alcun obbligo di sottoporsi alla vaccinazione anti-COVID-19, da un punto di vista legale non viene computato alcun tempo di lavoro. Questo significa che non c’è un obbligo da parte del datore di lavoro di versamento del salario per la partecipazione all’appuntamento di vaccinazione. Solo se la vaccinazione è praticata su iniziativa del datore di lavoro, allora il tempo per la vaccinazione è considerato tempo di lavoro. 

 

Incapacità lavorativa dopo la vaccinazione 

Alcune persone reagiscono dopo una vaccinazione con i sintomi della malattia come ad esempio febbre, brividi o mal di testa. A dipendenza della gravità dei sintomi, ne può conseguire che il dipendente non possa lavorare. I casi in cui la vaccinazione porta all’incapacità lavorativa del dipendente sono considerati casi di malattia e si applicano le regole sul versamento del salario in caso di malattia. In questi casi, tuttavia, dovrebbe essere richiesto al dipendente di produrre un certificato medico dal primo giorno. 

L'obbligo del telelavoro è abolito per le aziende che effettuano test settimanali

Nella sua seduta del 26 maggio 2021, il Consiglio federale ha deciso di abolire l’obbligo del telelavoro per le aziende che effettuano test ripetuti nell’ambito della strategia di test della Confederazione e sono integrate in un programma di test cantonale. Tuttavia, al rientro dei dipendenti sul posto di lavoro, il datore di lavoro deve garantire il rispetto delle regole e delle raccomandazioni dell’UFSP in materia di comportamento e di igiene sul posto di lavoro (principio STOP). In linea di principio, l’obbligo del telelavoro rimane in vigore fino a quando tutte le persone che lo desiderano saranno vaccinate. L’abrogazione non è prevista prima del 1° luglio 2021. Solo in quella data il Consiglio federale intende mettere in atto gli ulteriori allentamenti.

Nessuna quarantena per le persone vaccinate e le persone guarite

Le persone vaccinate, come anche le persone guarite, sono ora esenti dall’obbligo della quarantena dei contatti e della quarantena di viaggio per un periodo di sei mesi, nonché dall’obbligo del test e dall’obbligo della fornitura dei dati di contatto all’arrivo in Svizzera. La condizione è una vaccinazione completa con un vaccino omologato in Svizzera o dall’Agenzia Europea per i Medicinali. Anche le persone di età inferiore ai 16 anni sono esonerate dalla quarantena di viaggio e dall’obbligo del test all’entrata in Svizzera. Le esenzioni dalla quarantena di viaggio e dai test obbligatori non si applicano alle persone guarite e a quelle vaccinate che rientrano da Paesi con varianti di virus considerate preoccupanti.

Estensione dell'indennità di lavoro ridotto per il coronavirus

Il periodo massimo di diritto all’indennità per lavoro ridotto a causa del coronavirus sarà aumentato dagli attuali 18 mesi a 24 mesi. L’aumento della durata massima di riscossione sarà in vigore fino al 28 febbraio 2022. La procedura sommaria (= semplificata) per il conteggio dell’indennità per lavoro ridotto a seguito della pandemia da coronavirus è stata prorogata sino al 31.12.2021.

Pertanto, dal 1° luglio 2021, si applicherà di nuovo un periodo di attesa di un giorno. Inoltre, a partire dal 1° luglio 2021, sarà reintrodotto il «Rapporto sulle ore perse per motivi economici». In questo modo, i dipendenti confermano le ore perse e dichiarano di accettare il lavoro ridotto.

L'elenco UFSP dei Paesi a rischio è stato notevolmente ridotto

Attualmente nessun Paese figura nell’elenco degli Stati e delle regioni con una variante preoccupante del virus.

L’elenco completo e ulteriori informazioni sono disponibili qui.

In linea di principio, un dipendente non ha diritto a un’indennità di perdita di guadagno IPG se deve mettersi in quarantena dopo il ritorno da una regione con elevato rischio di contagio «imputabile al dipendente stesso». Un viaggio in una regione con elevato rischio di contagio è considerato «imputabile al dipendente stesso» dopo che questa è stata aggiunta all’elenco delle regioni e degli Stati con elevato rischio di contagio. In questo caso non si applica l’obbligo del datore di lavoro di continuare a pagare il salario. Tuttavia, le persone che al momento si trovano già in una regione o uno Stato con elevato rischio di contagio e che al loro ritorno devono mettersi in quarantena hanno diritto a un’indennità di perdita di guadagno IPG, poiché la responsabilità non è considerata «imputabile alle persone stesse». In linea di principio è responsabilità del dipendente richiedere al fondo di compensazione l’indennità per perdita di guadagno IPG.

A partire dall’8 febbraio, anche chi giunge in aereo da Stati o regioni non considerati a rischio deve presentare un test PCR negativo. Mentre chi entra in Svizzera via terra dopo un soggiorno in uno Stato o regione che non è sull’elenco degli Stati o delle regioni a elevato rischio di contagio non deve presentare alcun test. Attualmente ciò è valido anche per i frontalieri.

I datori di lavoro non possono vietare ai loro dipendenti viaggi all’estero in regioni e Stati con elevato rischio di contagio. I dipendenti devono invece essere sensibilizzati sulle conseguenze di tali viaggi. L’autodichiarazione della SSIC può essere utilizzata anche a questo scopo.

Allentamenti grazie ai test volontari per le vostre imprese - nessuna quarantena dei contatti grazie all'impegno della SSIC

Venerdì 23 aprile 2021, le organizzazioni mantello dell’economia si sono incontrate con i rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni per discutere sul futuro orientamento della strategia di test COVID-19 e su possibili allentamenti. La base di discussione era il documento «Proposte di soluzioni e richieste dell’economia per un’attuazione efficace e semplice dei piani cantonali per lo svolgimento dei test»redatto con un supporto fattivo da parte della SSICSiccome al contempo anche le Sezioni della SSIC si sono rivolte ai loro Governi cantonali con le medesime tematiche, le richieste di piani di attuazioni semplici per lo svolgimento dei test e di ulteriori allentamenti sono state accolte. Le garanzie più importanti da parte della Confederazione e dei Cantoni per quanto riguarda la partecipazione dell’impresa ai test regolari sono: 

  • Nessuna quarantena della squadra di cantiere testata, durante l’attesa dei «risultati dei campioni aggregati». In caso di campione aggregato positivo, si effettua immediatamente il test PCR dell’intero «gruppo di aggregazione di campioni». Il gruppo può continuare a lavorare fino al risultato dei test individuali. 
  • Solo la persona risultata positiva in un «gruppo di aggregazione di campioni» va in isolamento. Gli altri colleghi di lavoro continuano a lavorare nel rispetto delle misure di protezione dell’impresa. 
  • La partecipazione ai test aziendali è su base volontaria. Ogni impresa decide da sé se partecipare ai test regolari. Tutti i dipendenti possono anche decidere individualmente se vogliono partecipare a un test aziendale. 

Qui si trovano suggerimenti per l’attuazione semplice dei piani per lo svolgimento dei test nella vostra impresa:

Promemoria per l'aggregazione di campioni
BAG Test ripetuti nelle aziende
Punti di contatto cantonali

Nel 2021 gli esami finali di tirocinio si svolgeranno regolarmente

Nel 2021 gli esami finali di tirocinio si terranno regolarmente. Gli allievi devono ottenere un titolo pienamente valido e riconosciuto sul mercato del lavoro. Le basi per lo svolgimento delle procedure di qualificazione sono state elaborate dalla Confederazione, dai Cantoni e dalle organizzazioni del mondo del lavoro. Anche la SSIC si è fortemente impegnata in questo senso ed è lieta di prendere atto della decisione del Consiglio federale. Questo garantisce che, nei limiti del possibile, nonostante la pandemia, gli esami finali di tirocinio possano essere tenuti regolarmente in tutti i Cantoni. Se la situazione epidemiologica rende impossibile lo svolgimento regolare degli esami, sono previste delle regolamentazioni speciali.

Altre informazioni importanti su Corona

Seleziona la categoria

L'autodichiarazione della SSIC per i lavoratori

Arbeit & Soz. Partner

Seleziona la categoria

Istruzioni della Seco e della Suva inerenti al comportamento durante i controlli sui cantieri   

La SECO e la Suva hanno adattato le loro istruzioni inerenti all’attuazione delle misure di protezione contro la diffusione del coronavirus sui cantieri alle inasprite misure federali del 13 gennaio 2021. Questi adattamenti non contengono modifiche dirette per il settore principale della costruzione. Tuttavia, si sottolinea l’importanza di rispettare sistematicamente le attuali misure di protezione.

Lavarsi le mani, mantenere le distanze e, se ciò non è possibile, indossare una mascherina: queste sono le principali misure di protezione. La SSIC fa appello alle imprese, affinché esse si attengano rigorosamente a queste misure ed esigano tale comportamento anche dai loro dipendenti. Ciò è importante per poter continuare a mantenere operativi i cantieri in sicurezza. Tuttavia, al fine di prevenire un’ulteriore diffusione del coronavirus, è ora ancora più importante che mai attenersi rigorosamente a queste regole, insieme come settore.

I punti più importanti sono sempre ancora i seguenti:

  • All’interno si applica un obbligo generale di indossare la mascherina di protezione. Le costruzioni grezze non sono considerate spazi interni finché sono inserite le finestre.
  • Nelle costruzioni grezze si deve ancora mantenere una distanza di 1.5 metri da altre persone o, se questa non può essere mantenuta, vige l’obbligo di indossare la mascherina.
  • L’obbligo della mascherina vale durante il trasporto di gruppo. Il conducente ne è esonerato se l’uso della mascherina comporta un rischio per la sicurezza (ad es. appannamento delle lenti). Se il conducente non indossa la mascherina, il sedile del passeggero non può essere occupato.
  • I locali di uso comune (per es. locali per le pause, spogliatoi, sale riunioni, mense ecc.) devono essere puliti almeno una volta al giorno. Inoltre, le superfici che vengono spesso toccate, come le superfici dei tavoli e gli schienali delle sedie, devono essere sempre puliti.
  • Nei ristoranti per il personale e nelle mense aziendali vige l’obbligo generale di indossare le mascherine. Questo obbligo viene meno se si consuma il pasto ai posti a sedere.
  • I tavoli per 4 persone possono essere occupati solo da due persone sedute diagonalmente.
  • Ai tavoli più grandi deve essere garantita la distanza di 1.5 metri. Il regolamento sulla distanza è applicato anche mantenendo libero un sedile tra i posti a sedere.
  • Nelle sale riunioni si applica l’obbligo generale di indossare la mascherina. Inoltre, deve essere mantenuta una distanza di sicurezza di 1.5 metri. Per l’occupazione dei tavoli si applicano le stesse regole applicate ai ristoranti per il personale e alle mense aziendali.
  • Si raccomanda di impartire una breve istruzione ogni mattina prima di iniziare il lavoro. In questo modo si possono informare e istruire i lavoratori sulla situazione attuale e sulle misure di protezione da rispettare. È inoltre consigliabile che i superiori si informino in questa occasione sul benessere dei dipendenti e che ricordino regolarmente che chi manifesta dei sintomi deve rimanere a casa.

Trova qui il documento della SECO e della Suva

I controlli sui cantieri sono effettuati esclusivamente dalla Suva e, se necessario, dall’ispettorato cantonale del lavoro e dalla polizia. Le commissioni paritetiche o i sindacati non hanno un mandato esplicito o l’autorizzazione esplicita per effettuare controlli relativi al COVID-19. Si prega di segnalare immediatamente eventuali situazioni non chiare o violazioni di competenza da parte di persone non autorizzate al Dipartimento Politica padronale e Servizio giuridico della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) all’indirizzo [email protected] o al tel. 079 862 95 64.

La SSIC e le sue sezioni inviano una lettera a Comuni e Cantoni

Considerata l’attuale ondata di pandemia da coronavirus, la SSIC e le sue sezioni si appellano ai Comuni e ai Cantoni affinché pianifichino i progetti in modo più vigoroso, semplifichino i processi, indicano gare d’appalto, assegnino i lavori e sostengano l’edilizia nel mantenere, laddove possibile, i cantieri in funzione. Una parte di questi compiti può essere svolta efficientemente dalle autorità con la modalità del telelavoro. Nei prossimi giorni la SSIC e le sue sezioni invieranno ai Comuni e ai Cantoni una lettera in tal senso dal titolo “Pandemia da coronavirus – continuare a gestire insieme i cantieri in modo sicuro – salvaguardare i posti di lavoro”.

Protezione dei lavoratori particolarmente a rischio (gruppi a rischio)

Le persone particolarmente vulnerabili devono essere protette in modo specifico, come è avvenuto nella primavera del 2020. A tal fine, dovrebbe essere reintrodotto il diritto al lavoro da casa o a una protezione equivalente sul posto di lavoro oppure a un congedo per le persone particolarmente vulnerabili. Sui cantieri, le misure di protezione possono generalmente essere attuate. Questo significa che in casi estremi le persone a rischio che svolgono professioni in cui le disposizioni di protezione non possono essere attuate devono essere esonerate dal lavoro.  In questi casi, il datore di lavoro deve esentare i lavoratori particolarmente a rischio dall’obbligo di lavorare continuando però a versare loro l’intero stipendio. Nel comunicato stampa del Consiglio federale, si parla per la prima volta anche dell’indennità per perdita di guadagno per coronavirus. Tuttavia, le ordinanze non sono ancora disponibili e dovranno essere analizzate.

Prorogata la validità dei permessi d’uso di esplosivi

I permessi d’uso di esplosivi, par esempio quelli dei specialisti di brillamento operanti nella costruzione di strade e gallerie, mantengono la loro validità solo se i titolari frequentano un corso di aggiornamento ogni cinque anni. Vista la pandemia dovuta al coronavirus, questi corsi attualmente possono essere svolti soltanto in modo molto limitato. Nella seduta del 13 gennaio 2021 il Consiglio federale ha pertanto deciso un’ulteriore proroga dell’obbligo di formazione e di sospendere l’obbligo di formazione fino al 27 settembre 2021. Se fino ad allora tutti i titolari di un permesso d’uso interessati non avranno avuto la possibilità di frequentare una formazione complementare, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), in veste di responsabile del rilascio dei permessi, potrà esonerare tali persone dall’obbligo di formazione al massimo fino al 31 dicembre 2022. Nell’ordinanza sugli esplosivi è creata la pertinente base giuridica.

Procedura in caso di sintomi di coronavirus

Il 27 gennaio 2021, il Consiglio federale ha deciso di modificare le regole sulla quarantena dopo un contatto stretto e sulla quarantena per chi viaggia. A partire dall’8 febbraio, se una persona risulta negativa a un test antigenico rapido o a un test PCR, la quarantena può essere terminata a partire dal 7° giorno con il consenso dell’autorità cantonale competente. Fino al termine ordinario della quarantena, la persona deve indossare una mascherina facciale in ogni momento e mantenere una distanza di 1,5 metri dalle altre persone, salvo che si trovi nella propria abitazione o nel proprio alloggio. Il costo del test è a carico della persona che lo ha richiesto.

A partire dall’8 febbraio, all’entrata in Svizzera i viaggiatori provenienti da uno Stato o una regione che attualmente è sull’elenco degli Stati e delle regioni ad alto rischio devono presentare un test PCR negativo eseguito non più di 72 ore prima. Un test antigenico rapido non è sufficiente a questo scopo. Inoltre, come prima, i viaggiatori devono mettersi in quarantena, essi possono però concluderla dal 7° giorno in poi se risultano negativi a un test antigenico rapido o a un test PCR.

Se i dipendenti si sentono malati o presentano sintomi individuali che potrebbero essere indicatori di coronavirus, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) raccomanda quanto segue, prima di eseguire un test del coronavirus:

  • Autovalutazione sul coronavirus: I dipendenti con sintomi devono fare l’autovalutazione sul coronavirus. Al termine dell’autovalutazione essi ricevono la raccomandazione sul successivo modo di procedere.
  • Test: Se l’autovalutazione o un medico consultato lo raccomanda, allora può essere eseguito un test del coronavirus. Se i criteri dell’UFSP per il test sono soddisfatti, i relativi costi sono assunti dalla Confederazione
  • Fino al risultato del test: I dipendenti interessati devono rimanere a casa ed evitare il contatto con altre persone fino a quando i risultati saranno disponibili.

Se il test è positivo, il dipendente deve restare in isolamento e il suo medico emette un certificato malattia. In questi casi vige il pagamento continuato del salario per malattia. In caso di contatto stretto con una persona affetta da coronavirus vige l’obbligo della quarantena.

Sintomi

L’autovalutazione sul coronavirus

Criteri dell’UFSP

Procedura in caso di contatto con una persona infetta.

I datori di lavoro possono utilizzare le riserve LPP – questo non vale per la Fondazione per il pensionamento anticipato FAR/PEAN e per le assicurazioni private

I datori di lavoro possono nuovamente utilizzare le riserve dei contributi del datore di lavoro che hanno costituito per versare i contributi dei lavoratori alla previdenza professionale. Il Consiglio federale ha adottato la relativa modifica dell’ordinanza. Il regolamento è entrato in vigore il 12 novembre 2020 e sarà valida fino al 31 dicembre 2021. Questa misura mira a favorire il superamento delle mancanze di liquidità da parte dei datori di lavoro. La misura non ha alcun impatto sui lavoratori.

Attenzione: questo nuovo regolamento NON riguarda soluzioni previdenziali specifiche del settore, come la fondazione di pensionamento anticipato FAR/PEAN. Anche i contributi alle assicurazioni private, come l’assicurazione d’indennità giornaliera per malattia, non rientrano in questo allentamento.

Piano in cinque punti del settore delle costruzioni: ordinate gli striscioni da cantiere

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori e Infra Suisse hanno lanciato il piano in cinque punti del settore delle costruzioni per affrontare la crisi causata dal coronavirus. Ordinate gratuitamente gli striscioni da cantiere che potete appendere su più possibili recinzioni da cantiere! Con questa campagna, tutti insieme possiamo sottolineare l’importanza degli investimenti nel settore delle costruzioni.

Striscioni

Striscioni

Striscioni per il piano a 5 punti del settore edile per Comuni, Cantoni, Confederazione e proprietari di edifici.   Sostenete la nostra richiesta allegando il striscione al vostro cantiere. ...

Magazzino

CHF 0.00

Impegno per una migliore regolamentazione dei costi supplementari

In considerazione della situazione attualmente di nuovo difficile a causa del coronavirus, è importante per noi che i committenti e le imprese di costruzioni trovino un approccio comune per superare la difficile situazione. Per questo motivo, questa settimana abbiamo preparato un modello di lettera per ogni Sezione della SSIC, con il quale essa può richiedere al corrispondente Governo cantonale un incontro tra il settore edile e i committenti sulle soluzioni già in atto. Lo scopo dell’incontro dovrebbe essere quello di far sì che i committenti dei Cantoni o anche delle Città e dei Comuni si assumano i costi supplementari derivanti dalla pandemia da COVID-19.

Note sulla gestione dei costi supplementari
Le misure adottate dalla Confederazione per la lotta contro il coronavirus si riferiscono anche all’esecuzione dei lavori di costruzione. A tale riguardo vengono affrontate le questioni relative alle modalità di attuazione pratica delle misure necessarie da parte delle parti coinvolte e alle modalità di gestione dei costi supplementari sostenuti. Devono essere rispettate le ordinanze e la norma SIA 118, più in specifico dei seguenti possibili articoli:

  • Art. 104 norma SIA 118: coinvolgimento della direzione dei lavori per la sicurezza della manodopera
  • Art. 94 norma SIA 118: obblighi della direzione dei lavori
  • Art. 96 norma SIA 118: proroghe dei termini senza alcuna responsabilità degli imprenditori per i ritardi
  • Art. 99 norma SIA 118: istruzioni e documenti relativi all’andamento dei lavori
  • Art. 59 norma SIA 118: circostanze straordinarie

Il servizio giuridico della SSIC è a disposizione dei membri per una consulenza.

Telefono: +41 58 360 76 76; Mail: [email protected]

Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito web dell’UFSP: 

Nuovo coronavirus