Soluzioni per accelerare la costruzione di alloggi Troppe persone non direttamente interessate possono presentare ricorsi per troppi motivi pretestuosi – questo deve essere corretto. Altre misure per limitare i ricorsi, come l’imposizione di costi, sono invece controverse tra gli esperti. martedì, 26.8.2025 | 07:00 ... Società Svizzera Impresari-Costruttori Impresario-Costruttore 5.0 Congiuntura & statistiche Fatti & cifre Soluzioni per accelerare la costruzione di alloggi Ridurre i motivi di ricorso e i gradi di appello I ricorsi e gli appelli sono spesso citati dagli esperti come un ostacolo significativo alla costruzione di abitazioni. Per le prime quattro misure contro questo problema, tra il 70% e l’85% degli esperti è convinto che accelererebbero (nettamente) il processo di autorizzazione. La misura più efficace sarebbe limitare nuovamente i motivi di ricorso a questioni edilizie di elevata rilevanza. Inoltre, i fattori già verificati da procedure di garanzia della qualità – come l’inserimento urbanistico – non dovrebbero più costituire base per ricorsi. Una procedura di triage dovrebbe separare i ricorsi manifestamente abusivi da quelli complessi e potenzialmente fondati, permettendo autorizzazioni rapide. La quarta proposta riguarda il numero di gradi di appello, attualmente fino a tre: dovrebbero essere ridotti a due. Il risarcimento per ritardi nei cantieri considerato il più efficace Gli esperti ritengono che i ricorsi abusivi potrebbero essere ridotti in modo più incisivo se i ricorrenti dovessero risarcire i ritardi nella costruzione. Sono inoltre in gran parte d’accordo (committenti e sviluppatori, giuristi, comuni e cantoni) sulla limitazione delle persone legittimate a ricorrere e sull’idea di collegare i ricorsi a determinati costi. Tuttavia, i committenti e gli sviluppatori valutano l’efficacia di tutte queste misure in modo molto più positivo rispetto a giuristi e autorità. Questi ultimi avvertono addirittura di possibili effetti controproducenti, ad esempio se i nomi dei ricorrenti fossero pubblicati o se venissero allentate le norme di tutela ambientale e paesaggistica. A livello politico è già in discussione una partecipazione finanziaria da parte dei ricorrenti. I committenti e i comuni sono in gran parte convinti del forte effetto positivo di tale misura. I giuristi, invece, sono divisi: il 44% crede in un impatto altamente positivo, mentre il 21% teme effetti controproducenti. Forse i conflitti verrebbero semplicemente spostati a un livello giudiziario superiore. Nessun accordo sul costo dei ricorsi abusivi Les oppositions abusives visent à bloquer un projet de construction le plus longtemps possible, même si leur issue est dès le départ vouée à l’échec. On pourrait donc envisager d’« étiqueter » les oppositions d’un prix afin d’en finir avec ces abus. Mais l’imposition de frais est en soi déjà controversée parmi les juristes. Sur la question du montant approprié, les experts divergent fortement. Chez les promoteurs et développeurs interrogés, la plupart des propositions se situent entre 5 000 et 25 000 francs, avec une moyenne autour de 20 000 francs. Les entreprises de construction / architectes, les juristes et l’administration ne prévoient en moyenne que 5 000 à 10 000 francs. Dans chaque groupe, certains experts plaident même pour des frais de 50 000 francs ou plus. Le monde politique devrait trouver un juste milieu pour éviter les oppositions abusives sans décourager ceux qui disposent de motifs légitimes par des coûts trop élevés. Committenti favorevoli a più automazione, giuristi e amministrazione a più risorse Tra il 70% e il 90% dei gruppi di esperti chiedono più risorse per gli uffici autorizzativi e per le istanze di ricorso, affinché possano gestire più rapidamente l’enorme numero di domande, opposizioni e appelli. L’Associazione svizzera degli imprenditori (SBV) ritiene invece che i requisiti e i processi dovrebbero essere snelliti per evitare un ampliamento delle risorse. A seconda dei gruppi, tra il 60% e il 75% degli esperti sembrano essere d’accordo con lo SBV. Essi chiedono la digitalizzazione dei processi autorizzativi e un controllo automatico delle norme tecniche. Emergono anche due altri aspetti interessanti: la maggior parte dei committenti vorrebbe un unico interlocutore nell’amministrazione pubblica. I diversi uffici competenti dovrebbero coordinarsi tra loro in modo vincolante, invece di obbligare il committente a trattare separatamente con ciascuna unità amministrativa. Nell’amministrazione, questa idea raccoglie però un consenso molto inferiore. Lo stesso vale per la semplificazione dei requisiti delle domande edilizie: i committenti la auspicano, i giuristi non ne vogliono sapere. Mentre l’80% dei produttori di alloggi considera promettente l’autorizzazione edilizia automatica dopo un certo termine, tra i giuristi e l’amministrazione questa opinione è condivisa solo dalla metà. Molti tra questi ultimi temono addirittura un allungamento dei tempi di autorizzazione, forse perché incomberebbero ricorsi che richiedono verifiche più approfondite. Circa l'autore Luiza Maria Maniera lmaniera@baumeister.ch Condividi questo articolo
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