Via libera all’abolizione del valore locativo

A fine settembre i cittadini svizzeri dovranno decidere indirettamente in merito all’abolizione del valore locativo. Gli esiti del voto potrebbero variare notevolmente su base cantonale. Il Parlamento intende introdurre un cambio di sistema.

A fine settembre i cittadini svizzeri dovranno decidere indirettamente in merito all’abolizione del valore locativo. Gli esiti del voto potrebbero variare notevolmente su base cantonale. Il Parlamento intende introdurre un cambio di sistema nell’ambito del valore locativo. Il prossimo 28 settembre 2025 i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi in merito all’abolizione del valore locativo.

Il valore locativo è un reddito fittizio che i proprietari di immobili a uso proprio devono riportare nella dichiarazione d’imposta. Tale valore è compreso all’incirca tra il 60 e il 70 per cento dell’importo che un locatario dovrebbe versare ogni anno per l’abitazione.

Il Parlamento si prefigge, da un lato, di abolire il valore locativo sulle abitazioni primarie e secondarie a uso proprio e dall’altro di introdurre una nuova imposta reale sulle abitazioni secondarie per consentire ai Cantoni di compensare le eventuali perdite conseguenti alla soppressione del valore locativo. L’introduzione dell’imposta reale dovrà obbligatoriamente essere sottoposta al voto. L’eliminazione del valore locativo è subordinata all’approvazione della nuova imposta reale da parte del popolo e dei Cantoni.

Condizioni diverse nei vari Cantoni

Il Comitato centrale della SSIC ha espresso parere favorevole. Sul piano nazionale, i pro e i contro si bilanciano. A variare notevolmente sono invece, su base cantonale, le conseguenze. Anche le sezioni cantonali della SSIC hanno approfondito la questione.

L’eliminazione del valore locativo interesserebbe quasi 1,4 milioni di economie domestiche, ovvero circa un terzo del totale, di cui il 24 per cento è rappresentato da proprietari di case e il 12 per cento da proprietari di appartamenti. La riduzione del gettito fiscale è stimata in 1,7 miliardi di franchi all’anno. Affinché i Cantoni possano compensare eventuali perdite, sarà introdotta una nuova imposta reale sulle abitazioni secondarie. Spetterà tuttavia a ogni singolo Cantone decidere se introdurre a tutti gli effetti tale imposta e con quale ammontare.

L’abolizione del valore locativo riguarderà gli immobili di proprietà, ivi incluse le abitazioni secondarie. La SSIC, in qualità di associazione a vocazione liberale, accoglie con favore la riduzione del prelievo fiscale, a maggior ragione nel caso di un reddito fittizio come il valore locativo.

Riduzione dei risanamenti in vista?

Per contro, a livello federale non sarà più possibile portare in deduzione i costi di manutenzione, ad esempio per i risanamenti energetici, per le abitazioni a uso proprio. Non rientrano in questa casistica gli immobili affittati. In particolare per le PMI, i risanamenti possono rappresentare una parte significativa del fatturato. A livello cantonale, invece, continuerebbero a essere consentite la deduzione dei costi di demolizione per nuove costruzioni sostitutive, delle spese per la conservazione dei monumenti storici e delle misure di risparmio energetico.

Resta da appurare in che misura il venir meno della deducibilità fiscale determinerà effettivamente una riduzione del numero dei risanamenti, dal momento che l’abolizione del valore locativo si tradurrebbe a sua volta in una diminuzione dell’onere fiscale per i proprietari di immobili, che avrebbero quindi a disposizione maggiore liquidità da investire in eventuali operazioni di risanamento. È possibile ipotizzare un calo o un rinvio dell’attività di costruzione, che però interesserebbe maggiormente il settore delle opere di finitura rispetto a quello dell’edilizia principale.

Più resilienza e più economia sommersa

Anche gli interessi passivi non sarebbero più deducibili, fatta eccezione per le persone che acquistano per la prima volta una proprietà abitativa a uso proprio. Nel primo anno i coniugi possono dedurre 10 000 franchi di interessi, tutte le altre persone 5000 franchi. L’importo deducibile diminuisce in maniera lineare in dieci anni.

La deducibilità degli interessi passivi è un importante incentivo, ragion per cui in Svizzera le famiglie hanno un debito ipotecario molto elevato rispetto agli standard internazionali. Questo fattore è particolarmente rischioso nel caso in cui si verifichi una crisi dei prezzi del settore immobiliare. La riduzione dei debiti aumenterebbe la resilienza dell’economia nazionale e del settore delle costruzioni.

Secondo Friedrich Schneider, ex professore universitario di economia, l’economia sommersa potrebbe crescere di circa 500 milioni di franchi su base annua. In virtù della natura dei lavori, il rischio del lavoro nero nel settore dell’edilizia principale è abbastanza contenuto. Inoltre, SIAC rappresenta un valido strumento per arginare questo fenomeno.

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