Aerial view of a building site consisting of two buildings which size is elevated in storeys

Abitazioni sfitte in ulteriore calo: la SSIC promuove un pacchetto di misure per aumentare lo spazio abitativo

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) intende introdurre un nuovo pacchetto di misure per rilanciare l’edilizia abitativa che negli ultimi tempi ha subito una battuta d’arresto. A tal fine si prefigge di porre un freno ai ricorsi contro le nuove edificazioni, che hanno il solo effetto di ritardare le domande di costruzione, e inoltre di abbreviare i termini per la presentazione dei ricorsi e di eliminare gli inutili eccessi di regolamentazioni nei piani direttori e a livello normativo. Ferma restando un’elevata necessità di intervento, lo scorso lunedì l’Ufficio federale di statistica ha reso noto che il numero delle abitazioni sfitte in Svizzera è diminuito ulteriormente nel 2023.

 

Lunedì l’Ufficio federale di statistica ha annunciato che il tasso delle abitazioni sfitte, aggiornato a giugno 2023, è sceso per il quarto anno consecutivo a un valore basso, toccando quota 1.15 percento. Ad essere interessate da tale evoluzione non sono solo città come Zurigo e Basilea, ma anche molte aree rurali. L’unica soluzione sostenibile è la costruzione di nuove abitazioni, con una preferenza per i nuovi edifici sostitutivi. Sono per contro da evitare interventi normativi.

 

Pacchetto di misure della SSIC

Nella tavola rotonda del Consiglio federale, nell’attività di comunicazione e nel dibattito politico la SSIC si fa promotrice delle seguenti misure:

 

  • Invalidazione del «ricorso» quale strumento di potere largamente abusato attraverso scadenze brevi nei procedimenti giudiziari e limitazione ai progetti edilizi più grandi, partecipazione alle spese dei ricorrenti e contenimento del diritto di ricorso, così da garantire che questioni analoghe siano sottoposte a verifica una sola volta.
  • Condizioni meno severe per i permessi di costruzione nell’ambito di progetti di densificazione nonché eliminazione della regolamentazione superflua o degli ostacoli alla densificazione nei piani direttori a livello cantonale e nei piani di utilizzo a livello comunale, ad es. per una ragionevole protezione contro il rumore.
  • Nella ponderazione degli interessi, alla densificazione deve essere attribuito almeno lo stesso peso della protezione del paesaggio urbano o dei monumenti.
  • La quota degli edifici sotto tutela non deve superare il 10%.
  • Introduzione di un bonus di utilizzo di più del 30%, anche per i nuovi edifici sostitutivi. Per salvaguardare il suolo e al contempo creare nuovo spazio abitativo, sarà necessario che gli edifici si sviluppino maggiormente in altezza rispetto al passato. Un bonus di utilizzo avrebbe anche il vantaggio di rendere più interessanti sul piano economico, e dunque di accelerare, i necessari risanamenti energetici.

 

Zurigo e Ginevra: due esempi negativi

In effetti è palese che già oggi le regolamentazioni rappresentano fin troppo spesso un elemento d’intralcio per l’edilizia abitativa e che le possibilità di ricorso sono uno strumento quanto mai abusato. Il governo della città di Zurigo ha di recente reso noto che negli ultimi anni il numero di ricorsi è notevolmente aumentato, causando enormi ritardi nel processo di autorizzazione propedeutico all’inizio dei lavori di costruzione. L’esempio di Ginevra dimostra inoltre che il tetto massimo agli affitti, le moratorie sugli aumenti degli affitti, le sovvenzioni, la promozione delle abitazioni di pubblica utilità, l’acquisto di edifici da parte dello Stato e altri interventi normativi non solo vanno a discapito dei contribuenti, ma servono spesso a soddisfare interessi particolari di persone non bisognose e pertanto si ripercuotono negativamente sulla maggior parte della popolazione. Diciamo no a un aumento della regolamentazione!

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Martin Maniera

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